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Mancanza di respiro: la visita dal medico

 
 

Quando la persona che ha avvertito una mancanza di respiro (dispnea) si reca dal medico, dovrà innanzitutto descrivere accuratamente il disturbo, così come lo ha vissuto, con parole proprie. Questo disagio può essere descritto in vario modo, come "costrizione toracica", "impossibilità a fare un respiro profondo", "fame d'aria", "mancanza di fiato", "fatica a respirare" o con espressioni equivalenti. (1)

Come e quando

Per definire ulteriormente questa sensazione, il medico porrà una serie di domande specifiche. Per esempio: (1)

Se sale le scale a piedi, a
quale piano deve
fermarsi per riposare?
Se cammina con altre persone,
resta indietro?
In passato, la situazione
era diversa?
Quali attività abituali
sono diventate così
faticose che ora
vengono evitate?

Questa serie di domande permette di stabilire se è effettivamente presente una dispnea (mancanza di respiro) correlata a uno sforzo fisico e la sua intensità. Il medico potrà infatti avere un'idea se la dispnea insorge solo per sforzi non abituali (correre, camminare in salita, portare valigie) o anche per gli sforzi richiesti dalla vita di tutti i giorni (rifare i letti, sbrigare le faccende domestiche, salire a piedi uno o due piani di scale), o se addirittura si manifesta anche a riposo. (1)

A seconda delle limitazioni riferite dal paziente, può essere definita una scala di gravità della dispnea
(valutazione Modified British Medical Research Council Questionnaire) (2)

Grado 0
Ho dispnea solo per sforzi intensi.

Grado 1
Mi manca il fiato se cammino veloce (o corsa) in piano o in lieve salita.

Grado 2
Su percorsi piani cammino più lentamente dei coetanei, oppure ho necessità di fermarmi per respirare quando cammino a passo normale.

Grado 3
Ho necessità di fermarmi per respirare dopo aver camminato in piano per circa 100 metri o per pochi minuti.

Grado 4
Mi manca il fiato a riposo per uscire di casa o per vestirmi/spogliarmi.

Nel sospetto di una BPCO, per una valutazione più completa dei sintomi, oltre alla dispnea, può essere utilizzato un semplice questionario chiamato CATTM (COPD Assessment Test) (2)

Per ogni voce riportata sotto, barrare (X) la casella corrispondente che meglio descrive al momento le vostre attuali condizioni.
Assicurarsi di selezionare solo una risposta per ogni domanda.

Esempio
Sono molto contento
Sono molto triste

Punteggio
0 Non ho mai tosse
5 Tossisco sempre
Non ho mai tosse
Tossisco sempre
0
0 Il mio petto è completamente libero dal catarro (muco)
5 Il mio petto è tutto pieno di catarro (muco)
Il mio petto è completamente libero dal catarro (muco)
Il mio petto è tutto pieno di catarro (muco)
0
0 Non avverto alcuna sensazioni di costrizione al petto
5 Avverto una forte costrizione al petto
Non avverto alcuna sensazioni di costrizione al petto
Avverto una forte costrizione al petto
0
0 Quando cammino in salita o salgo una rampa di scale, non avverto mancanza di fiato
5 Quando cammino in salita o salgo una rampa di scale avverto una forte mancanza di fiato
Quando cammino in salita o salgo una rampa di scale, non avverto mancanza di fiato
Quando cammino in salita o salgo una rampa di scale avverto una forte mancanza di fiato
0
0 Non avverto limitazioni nello svolgere qualsiasi attività in casa
5 Avverto gravi limitazioni nello svolgere qualsiasi attività in casa
Non avverto limitazioni nello svolgere qualsiasi attività in casa
Avverto gravi limitazioni nello svolgere qualsiasi attività in casa
0
0 Mi sento tranquillo ad uscire di casa nonostante la mia malattia polmonare
5 Non mi sento affatto tranquillo ad uscire di casa a causa della mia malattia polmonare
Mi sento tranquillo ad uscire di casa nonostante la mia malattia polmonare
Non mi sento affatto tranquillo ad uscire di casa a causa della mia malattia polmonare
0
0 Dormo profondamente
5 Non riesco a dormire profondamente a causa della mia malattia polmonare
Dormo profondamente
Non riesco a dormire profondamente a causa della mia malattia polmonare
0
0 Ho molta energia
5 Non ho alcuna energia
Ho molta energia
Non ho alcuna energia
0
Punteggio totale
0
Bibliografia: Jones et al. ERJ 2009; 34 (3); 648-54.

Un consiglio pratico per capire che qualcosa sta cambiando...2

Con alcune malattie, come la BPCO, la dispnea può comparire e progredire in modo subdolo, ovvero talmente lentamente che il paziente può non rendersi pienamente conto che qualcosa sta cambiando. Un modo pratico è quello di avere come riferimento attività che normalmente non creavano problemi e che ora invece costano più fatica. Oppure può essere considerata la difficoltà – anche in termini di tempo impiegato – per compiere tragitti percorsi abitualmente. A tale riguardo, si può per esempio considerare il cammino per raggiungere da casa l'ambulatorio del proprio medico, oppure un tratto prestabilito di centoventi passi (che corrispondono più o meno a 100 metri).

Posizioni e circostanze

Il medico chiede quindi quali posizioni vengono assunte per respirare meglio e le circostanze (orario, stimoli ambientali ecc.) che scatenano la mancanza di respiro.1


  • Se si è costretti a stare seduti per respirare meglio: questa posizione respiratoria, definita con termine medico "ortopnea", è un indicatore comune di insufficienza cardiaca, oppure di alterazione meccanica del diaframma associata a obesità oppure di asma associata a reflusso esofageo.
  • Se la mancanza di respiro arriva di notte: la dispnea notturna suggerisce insufficienza cardiaca o asma.
  • Se la mancanza di respiro è continua: la dispnea persistente cronica è tipica della bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Fattori di rischio3

Si deve sempre indagare l'eventuale presenza di esposizione al fumo di tabacco. Questa condizione è associata a molte malattie dell'apparato respiratorio, soprattutto alla BPCO. Per la maggioranza delle malattie, la durata e l'intensità dell'esposizione al fumo di tabacco aumentano il rischio di patologia. Ci sono sempre maggiori evidenze, inoltre, che anche il fumo passivo sia un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie del tratto respiratorio; per questa ragione, ai pazienti bisognerebbe sempre chiedere se vi siano familiari o conviventi che fumano.

Bisognerebbe infine valutare la possibile esposizione ad agenti inalanti, compresi quelli lavorativi (asbesto, fumo di legna ecc.) e quelli associati alle attività di svago (per es. escrementi di uccelli domestici, vernici ecc.).

Un disturbo che rallenta ma... non si ferma

La dispnea rallenta quindi le attività della vita quotidiana. Ciò può apparire particolarmente evidente con quelle che comportano un maggiore sforzo fisico. Tuttavia, se la dispnea non viene affrontata adeguatamente e tempestivamente, è un problema che tende a progredire, diventando sempre più invalidante, limitando anche le attività quotidiane più semplici (per esempio, vestirsi e lavarsi), fino a "imprigionare" la persona in casa. Sin dai primi segnali è pertanto opportuno indagare a fondo questo sintomo, per trovare i rimedi più adeguati. (1)

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Bibliografia 1, 2, 3

1. Rugarli C, Cappio Caligaris F, Cappelli G, et al. Rugarli – Medicina interna sistematica. 7^ edizione. Edra Ed, 2015. Cap. 2: Biasucci L, Sanna T. Semeiotica cardiovascolare.

2. Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease. Gold Pocket Guide 2017. Strategia globale per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione della BPCO. Revisione 2017.

3. Longo DL, Fauci AS, Kasper DL et al. L'approccio clinico al paziente. Casa Editrice Ambrosiana, 2012.