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obiettivi delle terapie biologiche

 
 

Obiettivi delle terapie biologiche e quali benefici possono offrire

I trattamenti con anticorpi monoclonali sono indicati nell'asma severo, vale a dire in quei pazienti che, nonostante un trattamento adeguato con steroidi inalatori associati a broncodilatatori a lunga durata d'azione e/o antileucotrienici, presentano uno scarso controllo dei sintomi e frequenti riacutizzazioni(1). La loro storia clinica è caratterizzata dal frequente uso di cortisonici sistemici (in compresse o in iniezioni) che possono determinare importanti effetti collaterali, come ad esempio l'aumento di peso, l'osteoporosi, il diabete, il glaucoma, l'ipertensione arteriosa(2).

Prima di iniziare un trattamento con farmaci biologici, si deve fare una corretta rivalutazione della diagnosi, verificare che la terapia sia assunta regolarmente e correttamente, verificare la tipologia dell'infiammazione (vedi figura 1).


(Figura 1) - Il paziente ideale per un biologico

Aderente al
trattamento
Appropriato
profilo del
biomarcatore
Ricorrenti
riacutizzazioni

Se il paziente presenta le caratteristiche idonee, può essere intrapreso un trattamento con farmaci biologici, che ha l'obiettivo primario di ridurre le riacutizzazioni e, di conseguenza, l'uso dei cortisonici sistemici(3).

Un primo anticorpo monoclonale – che si somministra ogni 2-4 settimane – si lega alle Immunoglobuline E (IgE) circolanti, che hanno un ruolo fondamentale nell'asma allergico, riducendo le cellule dell'infiammazione allergica. Ciò è alla base del miglioramento del controllo dei sintomi e soprattutto dell'importante riduzione delle riacutizzazioni(4). In una casistica italiana di asmatici severi, affetti da allergia perenne, il trattamento regolare con un anticorpo monoclonale
anti-IgE
ha dimostrato di essere in grado di ottenere un eccellente controllo dei sintomi respiratori nel 25,2 % e un parziale controllo nel 47,1 % dei pazienti, oltre ad una significativa riduzione delle ospedalizzazioni e degli accessi al Pronto Soccorso(5).

Il coinvolgimento degli eosinofili nella flogosi allergica e nell'asma bronchiale è ampiamente documentato, in particolare è nota:

  • la presenza degli eosinofili a livello delle mucose respiratorie nei soggetti asmatici
  • la relazione tra livello di eosinofili, sia nel sangue che nell'espettorato bronchiale, ed il rischio di riacutizzazioni asmatiche(6).

L'interleuchina-5 (IL-5) è essenziale per la differenziazione, maturazione, migrazione in circolo e la sopravvivenza degli eosinofili nell'organismo (Figura 2)(7).


(Figura 2)

Sono attualmente disponibili anticorpi monoclonali umanizzati che legano la IL-5 circolante, con conseguente riduzione nella produzione e nella attivazione degli eosinofili. Si tratta di una modalità innovativa per trattare tutte le forme di asma in cui l'eosinofilia è preminente(8).

I primi studi hanno dimostrato che un anticorpo anti-IL-5 è efficace nel ridurre la conta eosinofilica riducendo i progenitori degli eosinofili nella mucosa bronchiale e sopprimendo il tasso di maturazione nel midollo spinale degli asmatici(9).

Gli studi clinici successivi hanno dimostrato che – con una somministrazione dell'anticorpo anti-IL-5 ogni 4 settimane – è possibile ottenere un miglioramento del controllo dei sintomi, un miglioramento della funzionalità respiratoria ed una significativa riduzione delle riacutizzazioni nei pazienti asmatici che presentano una conta di eosinofili nel sangue > 150 eosinofili/µl all'inizio della terapia oppure > 300 eosinofili/µl nell'anno precedente(10-12).

Un particolare studio ha valutato la possibilità di diminuire gli steroidi in quei pazienti asmatici che ricevevano corticosteroidi orali per almeno sei mesi all'anno (dose media di 12,5 mg di prednisone/die)(10). Oltre all'effetto sulla riduzione del tasso di riacutizzazioni e sui sintomi, i pazienti trattati con l'anticorpo monoclonale anti-IL-5 hanno sostanzialmente dimezzato il dosaggio steroideo sistemico.

Negli studi sperimentali, che hanno peraltro coinvolto un'ampia casistica, i pazienti trattati con questa nuova terapia hanno avuto gli stessi eventi avversi di coloro che sono stati trattati con placebo(10, 11).

Un ulteriore anticorpo monoclonale anti-IL-5, anche questo somministrato ogni 4 settimane, ha dimostrato di ridurre le riacutizzazioni e l'eosinofilia nell'escreato, di migliorare la qualità di vita e la sintomatologia in asmatici già trattati con alte dosi di corticosteroidi inalatori ed eosinofilia ematica prima del trattamento > 400/µl(13).

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Bibliografia 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13

1. Chung KF, Wenzel SE, Brozek JL, et al. International ERS/ATS guidelines on definition, evaluation and treatment of severe asthma. Eur Respir J 2014; 43: 343–373.

2. Hischer D, Thiele K, Gromnica-Ihle E, et al. Dose-related patterns of glucocorticoid-induced side effects. Ann Rheum Dis 2009; 68: 1119-24

3. Castro M, Bacharier LB. Treatment for severe eosinophilic asthma-consistent effect of anti-interleukin -5 antibodies? Lancet 2016; 388: 2059-60.

4. Humbert M, Busse W, Hanania NA, et al. Omalizumab in asthma: an update on recent developments. J Allergy Clin Immunol Pract 2014; 2: 525-36

5. Novelli F, Latorre M, Vergura L, et al. Asthma control in severe asthmatics under treatment with omalizumab: a cross-sectional observational study in Italy. Pulm Pharmacol Ther 2015; 31: 123-9.

6. Bousquet J, Chanez P, Lacoste JY, et al. Eosinophilic inflammation in asthma. N Engl J Med 1990; 323: 1033-9

7. Sanderson CJ. Interleukin-5, eosinophils, and disease. Blood 1992; 79: 3101-9

8. Catley MC, Coote J, Bari M, Tomlinson KL. Monoclonal antibodies for the treatment of astma. Pharmacol Ther 2011; 123(3):333-51.

9. Menzies-Gow A, Flood-Page P, Schimi R, et al. Anti IL-5 Mepolizumab therapy induces bone marrow eosinophil maturational arrest and decreases eosinophil progenitors in the bronchial mucosa of atopic asthmatics. J Allergy Clin Immunol 2003; 111 (4): 714-19

10. Bel EH, Wenzel SE, Thompson PJ, et al. SIRIUS Investigators. Oral glucocorticoid-sparing effect of Mepolizumab in eosinophilic asthma. N Engl J Med 2014; 371: 1189-97

11. Ortega HG, Liu MC, Pavord ID, et al. Mepolizumab treatment in patients with severe eosinophilic asthma. N Engl J Med 2014; 371 (13):1198-1207

12. Chupp GL et al. Lancet Respir Med 2017; epub ahead of print. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S2213-2600(17)30125-X.

13. Corren J, Weistein S, Janka L, et al. Phase 3 study of Reslizumab in patient with poorly controlled asthma: effects across a broad range of eosinophil count. Chest 2016; 150 (4): 799-810.